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Collana Cisoi

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Lorella Tosone

Aiuti allo sviluppo e guerra fredda. L’amministrazione Kennedy e l’Africa sub-sahariana

Padova, CEDAM , 2008

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La politica di cooperazione allo sviluppo è un aspetto nuovo delle relazioni internazionali del XX secolo, manifestatosi in forma diffusa soprattutto a partire dal secondo dopoguerra, e solo di recente è divenuta oggetto di analisi da parte degli storici. La ricerca di Lorella Tosone, basata su una vasta documentazione d’archivio per larga parte americana, prende in esame l’azione svolta dagli Stati Uniti, fra i primi a muoversi sul terreno degli aiuti, sia rispetto ai paesi di nuova indipendenza sia nei confronti degli alleati europei, ex potenze coloniali, facendo emergere le strategie dei donatori e le attese dei riceventi, la molteplicità delle loro motivazioni e gli esiti della cooperazione.
Gli anni della presidenza Kennedy coincisero con il momento di massimo sviluppo del processo di decolonizzazione nell’Africa sub-sahariana; alle attese di crescita economica che provenivano dai paesi di nuova indipendenza, l’amministrazione Kennedy rispose con un’attenzione inedita. All’inizio degli anni Sessanta si assistette a un aumento degli stanziamenti in favore dell’Africa, nel quadro di un rinnovato programma di assistenza economica all’estero, concepito per contrastare l’azione di Mosca nel terzo mondo e fondato su un grande ottimismo circa le possibilità di intervento americano e occidentale in questo campo. Le speranze nutrite nella presidenza Kennedy dai paesi africani furono in parte disattese. La spinta ideale, che pure era presente nell’immaginare programmi che – si pensava – avrebbero liberato molti popoli dalla povertà in tempi relativamente brevi, non riusci a tradursi in azioni coerenti e a conciliarsi con la tutela degli interessi nazionali americani.